Trova le differenze/2 (e pensaci su un pochino)

by federicasgaggio


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(English version)

Questo è un esempio (un pochino diverso da quello postato ieri) di quanto un comunicato stampa istituzionale, in questo caso ancora proveniente dal Comune di Verona, possa essere utilizzato in se stesso come notizia, senza riguardo a verifiche, importanza, accuratezza o affidabilità.

Di che storia si tratta, dunque?

La polizia locale, dedita al compito di prendersi cura del decoro e del nitore, ha «fatto pulizia» su questo appezzamento di terreno (la foto è stata diffusa dal sito del Comune), sfrattandone tre fratelli di 24, 22 e 15 anni (quest’ultimo è stato portato in istituto) e una quarantenne: in breve, sfrattandone quattro romeni.

Non ci viene detto se la donna fosse o no la madre del ragazzino. Sarebbe importante saperlo, perché – se lo fosse – ci troveremmo davanti a un caso più significativo: sarebbe il caso di un minorenne sottratto alla madre dalle autorità.

Qualunque sia l’opinione del lettore sul punto, noi lettori avremmo dovuto ricevere informazioni relative alla relazione che esiste fra il quindicenne e la donna.

Il fatto che non le abbiamo ricevute può solo significare questo: che la notizia non è assolutamente considerata importante in se stessa, altrimenti ci sarebbe stata raccontata con più dettagli e più elementi.

Non ci viene detto nemmeno se il proprietario dell’appezzamento di terreno si fosse lamentato con qualcuno di quest’occupazione abusiva; tutto quello che sappiamo è che gli è stato ordinato di distruggere il rifugio, di ripulire la zona e di delimitare i confini della sua proprietà.

Di uno dei romeni – non viene detto quale: forse per motivi di privacy? – viene riferito che ha precedenti penali per furto e rapina.
Lui, o lei, tuttavia, sembra avere pagato, per così dire, il suo debito con la giustizia: il comunicato dice che non ha «pendenze».

C’è dunque in questa vicenda qualche elemento che rimandi all’esistenza di un reato effettivamente commesso dai quattro, e per questo represso dalla polizia?
Secondo la legge italiana, sembra proprio che di un reato non ci sia la minima traccia.
Per fare di questa notizia la storia di un crimine, a occupare la proprietà sarebbero dovute essere più di dieci persone (essendo in numero inferiore, perché un pm potesse procedere occorreva la querela di parte), oppure sarebbe stato necessario che l’area fosse pubblica.
Ma qui non ricorre nessuna di queste due condizioni.

Così, torniamo alla faccenda dei dettagli non forniti, e proviamo a dare una risposta a questa domanda: qual è il motivo per il quale questa notizia viene diffusa?
Perché questo fatto piccolo e raccontato in modo compendioso è stato considerato una notizia che valeva la pena far conoscere ai cittadini?

Se proseguiamo con la lettura del comunicato o dell’articolo dal sito web, forse ci arriviamo.

In una seconda azione, stavolta su un lungadige, ci viene detto che uno spazzino ha ripulito siepi e aiuole da vestiti, scarpe, bottiglie e oggetti vari.

Non viene detto chi siano coloro cui si suppone appartenga tutta quella roba che è stata portata via, ma noi che leggiamo siamo condotti a credere che quel materiale dev’essere stato lasciato là dagli homeless.
Naturalmente, questa può ben essere una supposizione fondata: ma resta il fatto che a doverci fare carico di pensarlo siamo noi, perché nessuno si assume la responsabilità di dircelo chiaramente.
Dipende tutto da noi lettori.
Coloro che scrivono sono «innocenti». Non hanno fatto niente; non è colpa loro, Signor Arbitro.

In secondo luogo, siamo anche inconsapevolmente spinti a credere che le persone senza casa non possano avere niente a che vedere – per definizione – né con il decoro né con la pulizia.

E in effetti la polizia locale – i vecchi «ghisa», i vigili urbani – entra in azione, in questo caso, non per la repressione di un crimine, ma in nome della purificazione, che è un concetto a modo suo legato all’idea di una conquista moralistica della collettività.

La parte finale del comunicato stampa dice che in una terza operazione tre persone sono state multate perché erano ubriache in strada.
È forse rimasto, a questo punto, un dubbio residuo sul fatto che i tre multati fossero stranieri?

Nessuno l’ha scritto, naturalmente.
Ma c’è qualcuno che onestamente può dire che «oh, in realtà il mio primo pensiero è stato che gli ubriachi fossero di Verona?».

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